COMUNICATO STAMPA - REPLICA A VISENTINI

TRIESTE, 20 GENNAIO 2010 – «Visentini ha fatto una figuraccia non tanto per non aver compreso nemmeno quale fosse l’oggetto del contendere, ma per aver preferito perseverare nell’errore anziché chiedere scusa o quantomeno barricarsi dietro a un più decoroso silenzio.» Massimiliano Fedriga non digerisce le accuse rivoltegli dal segretario regionale della Uil e rispedisce al mittente tutte le critiche, invitadolo anzi a «fondare un suo partito, smettendola di utilizzare la rappresentanza dei lavoratori per mascherare la sua attività politica». Di più. «E’ ora di finirla –incalza ancora l’onorevole- di confondere i cittadini: la Lega non ha mai parlato di ammortizzatori sociali ma di borse lavoro, che costituiscono una realtà politicamente e giurisdizionalmente ben diversa. Vero è –insiste Fedriga- che bisognerà mettere mano a una seria riforma che prenda in considerazione una gestione migliore   dei fondi pubblici riservati alle persone in difficoltà. L’obiettivo della Lega è in tal senso non l’estromissione degli stranieri da tali benefici, bensì l’affermazione di un principio generale che veda un ordine di assegnazione fondato su precise priorità, una delle quali deve senz’altro essere la residenza. Se per Visentini il fatto di voler tutelare prima la nostra gente rappresenta un indizio di illegittimità, siamo orgogliosi di trovarci su posizioni diametralmente opposte.»

«Fare finta di non capire le richieste della Lega Nord per acquisire visibilità presso chi non conosce la realtà dei fatti –incalza il capogruppo del Carroccio in Comune Maurizio Ferrara- solleva interrogativi sulla reale buonafede del segretario Uil. Visentini continui pure a perorare la causa dei soli stranieri sui temi del lavoro, dell’assistenza sanitaria e della sicurezza: sappia però che finché saremo in maggioranza le sue richieste non troveranno spazio. Nessuno pensa dunque –conclude Ferrara- di voler discriminare gli stranieri, per i quali non intendiamo prevedere alcuna limitazione all’accesso ai bandi: la proposta andrebbe piuttosto letta in chiave propositiva, a evitare sprechi di risorse in favore di persone non radicate sul territorio e la cui mobilità esistenziale e perciò anche lavorativa non potrà mai avere ripercussioni positive su Trieste.»