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COMUNICATO STAMPA - ARTICOLO 18
 

TRIESTE, 5 MARZO 2010 – «Il Pd ha dimostrato tutta la sua incoerenza nel corso dell’iter di approvazione del ddl 1167 in materia di lavoro, sia in punto di metodo che di merito.» L’onorevole Massimiliano Fedriga, che è anche membro della Commissione lavoro della Camera, reagisce così agli attacchi congiunti mossi da opposizione e sindacato all’indomani dell’approvazione delle nuove normative in tema di ricorso alle vie stragiudiziali per cause di lavoro. «Anzitutto –incalza il parlamentare leghista-, le sinistre hanno sollevato questo polverone appena alla quarta lettura del testo in esame: una scelta quantomeno discutibile che induce a riflettere sulla buona fede di chi grida allo scandalo, anche in considerazione delle imminenti scadenze elettorali. Nello specifico poi, la scelta di rendere facoltativa la possibilità di ricorrere a vie stragiudiziali per dirimere cause di lavoro è demandata al libero arbitrio del lavoratore stesso e non costituisce, come taluni vogliono far intendere, un’opzione vincolante a meno che tale procedura non venga inserita nel Ccnl con l’approvazione del sindacato. L’articolo 18 dello statuto dei lavoratori non è dunque stato toccato in alcuna sua parte, e sostenere il contrario significa mentire consapevolmente. Non si comprende poi perché un giudice debba essere considerato garante dei diritti del lavoratore mentre un arbitro, soggetto terzo e imparziale, debba essere ritenuto per definizione inadeguato a rendere giustizia. Va infine rilevato –conclude Fedriga- che questa innovazione apporterà un duplice beneficio, sia in materia di snellimento delle procedure, e dunque di tempistiche, che di costi a carico del lavoratore, dell’impresa e della pubblica amministrazione. Sostenere dunque l’illegittimità o già solo l’illogicità di tale norma appare quantomeno fazioso.»

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