Un’interrogazione al ministro della Giustizia per ravvisare se vi siano gli estremi del reato di istigazione al consumo di stupefacenti e la richiesta alle amministrazioni locali di bloccare tutti i finanziamenti all’associazione interculturale Etnoblog. Oggetto della contesa alcuni pieghevoli sulle droghe, realizzati dal circolo e distribuiti durante le serata promosse dallo stesso, e in particolare uno sulla ketamina.
«Apprezziamo il fatto che vi siano realtà che cercano di mettersi a servizio della cittadinanza, creando consapevolezza attorno ai mali della nostra società – ha esordito il vicecapogruppo alla Camera Massimiliano Fedriga -. Bisogna tuttavia tracciare un netto solco tra la corretta informazione e quella a dir poco approssimativa fatta da Etnoblog.»
Il volantino della discordia, che rientra nel contesto di una più ampia campagna sugli stupefacenti, accende infatti i riflettori sulla ketamina, potente anestetico dissociativo usato da alcuni giovani per “sballarsi”, attraverso un vero e proprio manuale per l’uso.
«È un bugiardino di un comune farmaco per curare il mal di testa o un foglietto per dissuadere i giovani dall’assumere questa sostanza – si è chiesto Fedriga -? Data la premessa che la ketamina è classificata sesta tra le droghe più pericolose e che il suo utilizzo crea dipendenza e porta alla morte, mi sarei aspettato un minimo di attenzione verso le sue conseguenze più serie. Leggendo invece il pieghevole mi imbatto in frasi quali “quando la usi” – che toglie ogni dubbio sull’opportunità di astenersi dal consumo – e “inizia sempre con una dose piccola” – per non sbagliare e per poi passare a “aumenti graduali”, in maniera tale da non imbattersi in gravissimi effetti collaterali quali “la nausea” -.»
Certo, il volantino mette in guardia sui rischi di assunzione congiunta con altri depressori e su “lesioni permanenti alla vescica”. Ma solo in caso di “uso regolare”.
«Tutti liberi dunque, secondo Etnoblog, a un consumo saltuario della ketamina, a patto di osservare le prescrizioni del breviario da loro approntato. La cosa che più mi sbigottisce – ha insistito il deputato – è che queste persone sembrano non rendersi conto dei rischi derivanti dalla distribuzione di materiale così ambiguo, soprattutto a un target di giovani e giovanissimi che magari non ha la piena consapevolezza dei pericoli nascosti dietro una serata di facile sballo.»
Un’opinione pienamente condivisa peraltro dal capogruppo del Carroccio in Provincia Paolo Polidori.
«Il foglio di Etnoblog non scoraggia affatto l’uso della ketamina, ma invita solamente a un utilizzo più “responsabile” della droga, omettendo tutta una serie di elementi persuasivi che potrebbero risultare decisivi invece nel convincere un adolescente a non avvicinarsi nemmeno a queste sostanze. Si tratta in sintesi di disinformazione che, sebbene probabilmente non di origine dolosa, cela in sé comunque una grave colpa, le cui conseguenze poi vengono pagate dai nostri figli.»
Come intervenire? La Lega Nord propone diverse azioni su più livelli.
«Anzitutto abbiamo già predisposto un’interrogazione al ministro della Giustizia affinché valuti se vi sia stata una violazione del codice penale in materia di istigazione al consumo di stupefacenti. A questa farà seguito un esposto in Procura e un’interrogazione da presentare in Comune e in Provincia: sarebbe il caso – ha chiosato Polidori – che dopo fatti di tale gravità l’associazione Etnoblog la smettesse di ricevere finanziamenti pubblici che, annualmente, ammontano a circa 30mila euro per quanto riguarda il Comune e 12mila per Palazzo Galatti.»
«Speriamo che Cosolini prenda formalmente le distanze da Etnoblog – hanno concluso Fedriga e Polidori -, non alimentando così l’immagine di una Trieste che anziché “tornare grande”, come promesso dal sindaco durante la campagna elettorale, sta assumendo i connotati di una malsana realtà di periferia.»
Trieste, 23 marzo 2012